Increase font size Decrease font size Default font size
Member Area
You are here: Home
Intervista a cura di Enzo Pernice - DREAM MAGAZINE PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo   
Giovedì 14 Gennaio 2010 19:26

19/02/2009

autore: Vincenzo Pernice
foto di:

CARLO CONTOCALAKIS: UNA VITA IN MUSICA

Cantante, autore, e per di più polistrumentista: le basi di Carlo Contocalakis per sfondare e perfezionarsi artisticamente sono tra le migliori. In una chiacchierata ricca di riflessioni e ricordi sul proprio percorso, emerge la figura di un giovane napoletano con tanta voglia di crescere attraverso nuove esperienze, consapevolezze sempre più forti, e, soprattutto, la propria musica.

Hai pubblicato il tuo primo singolo nel 2007. Come ti sei sentito a ventisei anni con una canzone in radio?

«Pieno di energia e di buoni propositi. Questa prima esperienza mi ha dato l’input giusto per continuare a scrivere. Nel giro di pochi mesi ho completato la stesura di molti brani inediti, tra cui i cinque scelti per il mio primo EP. Grazie ad esperienze che mi hanno ispirato, mi ritrovo con un progetto ben avviato e completo, con brani in rotazione in molte radio.»

Perché scegliere “Fuori Dagli Schemi” come tuo primo singolo? È un brano importante per te?

«Ebbene sì, per me è davvero un brano importante, che ripropongo tra l’altro ad ogni mia esibizione. Lo  scelsi perché bene interpretava il mio modo di esprimermi e comunicare: brano melodico, dalle chiare tinte rock, con influenze indie, caratterizzato da momenti di atmosfera che si alternano a momenti di alto impatto sonoro.»

Studi da anni musica, e sappiamo che suoni vari strumenti. A quale di questi sei più legato?

«Studio pianoforte, tastiere, flauto traverso, e chitarra, e non nascondo il desiderio di ampliare le mie conoscenze. Ma nel cuore porto il suono del piano: è uno strumento che mi ha accompagnato nella mia crescita musicale fin dall’età di dieci anni. Poi credo che a livello compositivo questo strumento sia il più completo, e che dia la possibilità di avere un’ampia panoramica sulla costruzione di un brano. D’altra parte avere la possibilità di suonare più strumenti e di ascoltare diversi generi musicali, facilita anche il rapporto umano con i musicisti, ti dà una visione d’insieme che ti apre la mente e ti fa crescere.»

Quale parte della tua carriera preferisci? Quella da cantante, da autore, o da musicista?

«Sicuramente preferisco quella da cantante. Sapere di riuscire a coinvolgere e a trasmettere emozioni con la tua voce, col tuo fiato, quindi con l’anima, è qualcosa di inestimabile e mi riempie di gioia. Ovviamente, grande valore nella mia vita ha la carriera da autore perché il poter imprimere su carta le proprie emozioni e fantasie significa imbrigliarle e renderle eterne.»

Sei reduce dal tuo recente EP “L’Onda e Il Fiore”, un misto di pezzi grintosi e lenti tutto all’insegna di tonalità vicine al rock. Pensi sia questa la tua direzione musicale definitiva, o ti piacerebbe sperimentare anche altri generi?

«Credo di essere in continua evoluzione e maturazione. La mia indole mi spinge a scrivere in questo modo. Il rock mi permette di esser libero, di sfogarmi. È palese la mia voglia di alternare stati d’animo, di cambiar scena e sonorità d’improvviso, insomma, mi piace provare ad essere imprevedibile.

Ultimamente ho iniziato a comporre anche brani strumentali per alcuni spettacoli di danza e spero vada in porto una collaborazione per la realizzazione di musiche da film, cosa per me educativa e affascinante. Ben venga quindi la sperimentazione e ogni genere musicale.»

“L’Onda e Il Fiore” ha un testo che parla di un incontro occasionale che lascia un segno nella vita. Quali sono per te gli incontri che lasciano quel qualcosa di cui parli nella tua canzone?

«Per me è un brano importantissimo artisticamente e umanamente. È doveroso sottolineare che il testo nasce da un’esperienza onirica di un mio collaboratore e amico, Giulio Di Domenico, che ho preso poi come spunto per la costruzione del pezzo. Sono alla continua ricerca di incontri come quelli descritti nella canzone, di attimi infiniti che ti riempiono e ti fanno sentire indistruttibile. Mi piacciono i rapporti intensi, impetuosi per così dire. Il non tirarsi indietro può regalarti senso di vita ed esperienze uniche.»

A quale delle tue canzoni sei più legato?

«Questa è una bella domanda, perché credo in ogni parola e nota scritta. “L’Onda e Il Fiore” è sicuramente il brano che ha consacrato la mia vena cantautoriale, che mi emoziona tantissimo nei live, e che sta avendo un bel riscontro. Sono molto legato anche ad un altro brano, “Nero e Rame”, contenuto nel mio EP, perché trasmette un messaggio per me fondamentale di rinascita e di riscatto.»

Da cosa trai ispirazione per i tuoi testi? Parlano tutti di esperienze vissute, o ti lasci trasportare anche da riflessioni e fantasie?

«Principalmente i testi raccontano esperienze vissute, ma è mia abitudine però lasciar viaggiare la fantasia: immaginare espressioni del viso, e costruire momenti che ho fortemente desiderato e che ancora non ho vissuto.

Nei testi trovano spazio anche riflessioni sulle scelte fatte, sui comportamenti di persone che all’improvviso si sono rivelate tutt’altro che amiche, sull’indifferenza…»

Hai collaborato con tante persone durante la realizzazione del tuo EP: Enzo Russo e Luciano Aita sono solo degli esempi. Quanto è importante lavorare con altri esperti del settore nel tuo mestiere?

«È fondamentale. Il confrontarsi ti fa crescere, ti insegna a capire i tuoi errori artistici e ad essere umile, perché l’umiltà può aiutarti a raggiungere traguardi importanti. Le collaborazioni con Enzo Russo, Luciano Aita, e cito anche il pianista Vincenzo Caruso, mi hanno davvero forgiato artisticamente parlando.»

Sei giovane, avrai sicuramente un mito da cui trarre ispirazione. Chi è?

«Può sembrare strano, ma non c’è un unico mito da cui traggo ispirazione. Nella mia vita ho avuto la fortuna di ascoltare tanto e soprattutto diversi generi musicali. Quando ascolto un CD, lo faccio in base al mio stato d’animo: mi piace non fossilizzarmi su di un solo nome e aprire la mente a nuove sonorità.»

I tuoi propositi artistici per questo anno da poco iniziato?

«Ce ne sono tanti…Visto che sono in fase di promozione del mio primo EP, spero di essere apprezzato e di avere un buon riscontro. Voglio portare in giro il mio progetto e verificarne le potenzialità reali.

In cantiere poi ci sono molte collaborazioni, sia da musicista che da autore, e sto scrivendo ed arrangiando brani strumentali per spettacoli. Ce la sto mettendo tutta: la passione e la voglia di far bene ci sono, la fortuna farà il resto... L’importante è continuare a crederci.»

 
16ott2.jpg

Media

Live

Non ci sono eventi al momento.

Sondaggi

Quale canzone preferisci?
 

Newsletter

Lyrics

testi

Album

album

Interview